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Strategie di battaglia

Last Update: 9/21/2009 7:58 PM
4/21/2005 10:13 PM
 
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Duca

Un vero piacere leggerti Santelia. E grazie per le fonti. [SM=g27823]
A presto per la prossima parte...



Prima brina, oggi, per il guerriero che tante volte si è indurito al suono della spada sfoderata.
Non importa cadere.
Prima di tutto. Prima di tutti.
È proprio del fior di ciliegio cadere nobilmente
RICORDATEVI DI SHOGUN
4/22/2005 4:08 PM
 
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Se vi puo interessare.............
riporto qui un vecchio post che avevo scritto tempo fa sulla Legione Romana anche se credo che già molti ne conoscano la storia sempre meglio un ripasso. Non me ne voglia Santelia.
Incomincio:

La nascita della Legione romana
La legione romana costituita con la riforma serviana, era formata da 60 centurie di fanteria di linea (iuniores), dalla fanteria leggera (velites) e dalla cavalleria. L'esercito fu poi sdoppiato in due legioni, forse con l'istituzione della dualità consolare, ogni legione ebbe, rispetto a quella unica, gli effettivi dimezzati, pur conservando gli stessi quadri (3000 fanti su 60 centurie, invece dei 6000). La legione anticamente combatteva a falange; nella prima fila i principes, meglio armati, e dietro ad essi gli hastati; ben presto però fu ordinata su tré linee distanziate: nella prima gli hastati (1200), i più giovani; nella seconda i principes (1200), gli uomini di media età, nella pienezza delle forze e dell'esperienza; nella terza i triarii (600), i più anziani. Le centurie (di 60 uomini per le due prime linee e di 30 per la terza), riunite tatticamente due a due, formarono per ogni linea 10 manipoli. Il manipolo ebbe due capi centuria, di essi il più anziano comandava la centuria di destra e l'intero manipolo; a ogni manipolo facevano parte inoltre 40 veliti. Alle ali dello schieramento di una o due legioni si disponeva la cavalleria.

Gli ufficiali superiori delle legioni erano i tribuni militium, originariamente capi di contingenti forniti dalle tré tribù romane, saliti da tré a sei, che potevano essere incaricati dal console di funzioni tattiche, ma che normalmente sovrintendevano al servizio interno e comandavano collegialmente la legione a turni mensili di due per volta. Con la II guerra sannitica, nell'intento di far fronte a situazioni eccezionali, si creò una terza legione intorno al 310 a. C. Le legioni furono cosi stabilmente portate a 4, due per console. I contingenti alleati si schierarono alle ali. La mobilitazione, il congedo, la ripartizione delle legioni erano ogni anno stabiliti dal senato. Ancora all'epoca di Polibio era ritenuto normale il numero di 4200 fanti per legione, ma salì, al tempo di Mario a 6200, poi fu abbassato tra 4 e 5000. La coorte, composta di tré manipoli, appare già con Scipione l'Africano e diviene con Mario l'unità tattica elementare, 10 coorti formavano la legione. Dopo la guerra sociale del 90-80 a. C., ammessi ormai gli alleati alla piena cittadinanza romana, non ebbero più ragione d'esistere le ali degli alleati; l'esercito fu costituito da parecchie legioni con auxilia di fanteria leggera e cavalleria non cittadine.

La riforma di Mario
Caio Mario aveva raccolto il suo esercito per la spedizione in Africa, durante la guerra Giugurtina, affidandosi all'arruolamento volontario. Questo era il primo atto di una più vasta riforma militare che il console riuscì a portare a compimento attorno al 104 a.C.

Fino ad allora, l'esercito romano era stato una sorta di guardia cittadina: i soldati erano reclutati in base a un censo minimo fra la vasta popolazione contandina e terminata la campagna ritornavano alle loro occupazioni pre-belliche. Gli schieramenti sul campo di battaglia risentivano di questa organizzazione, l'esercito era solitamente schierato su tre linee: gli astati (fanteria popolare dotata di asta), i principi e i triari. Ovviamente, fra le tre file, i meno addestrati erano i contadini astati, che costituivano il grosso dell'esercito.

L'esercito di Mario era invece reclutato su base volontaria e non attingeva solo ai cittadini romani al limite di censo, ma anche alle popolazioni italiche alleate e ai proletari nullatenenti. I soldati erano così maggiormente vincolati alla loro paga e alla spartizione dell'eventuale bottino di guerra, il loro addestramento era più severo e più uniforme, indipendentemente dalla classe di provenienza.
Dalla divisione in astati, principi e triari, si passò allo schieramento fondato sulla coorte. Una coorte era formata da 600 uomini, suddivisa in 3 manipoli da 200 uomini, a loro volta formate da due centurie da 100. Una legione era formata da 10 coorti (6.000 uomini). Inoltre furono istituiti corpi scelti e altamente specilizzati, utilizzando le capacità delle popolazioni locali (ad esempio, gli arcieri delle Baleari).

Fu migliorato anche l'equipaggiamento. La fanteria fu dotata di pilum (un giavellotto leggero), in sostituzione dell'asta, e di gladio (spada corta a doppio taglio e da punta) e di un pugnale. La difesa era affidata ad uno scudo rettangolare ricurvo, mentre dopo le guerre con i Cimbri e i Teutoni si cominciò a fare uso delle spalliere in metallo.

I legionari vennero chiamati anche "muli di Mario", poiché portavano sulle spalle uno zaino in cui si trovava una sorta di dotazione di sopravvivenza (trovata rivoluzionaria ai tempi) e poiché erano spesso sottoposti a marce di addestramento e a lavori campali (nel gergo odierno si direbbero lavori da "genieri"). In questo modo le truppe erano costantemente occupate e preparate alla battaglia evitando così la possibilità di pericolosi rilassamenti fisici e mentali.

La riforma, oltre che a rafforzare la macchina da guerra romana, sortì un effetto particolare forse non del tutto previsto da Mario: con la specializzazione dell'esercito e la promessa del bottino di guerra, gli eserciti si vennero a legare sempre di più alla figura del proprio comandante, che poteva disporre così di un gruppo di uomini armati fedeli e allettati dalle promesse di bottino e di gloria, aspetto che di fatto indebolirà sempre di più il potere civile in favore di quello militare (la storia imperiale è infatti storia di generali diventati talmente potenti da cancellare il potere della classe senatoriale).

Le Legione nel tardo impero
Le legioni romane, che durante le guerre civili erano salite a 45 circa, alla morte di Augusto erano 25 (durante l'Impero furono di solito intorno a 30). Augusto volle che fossero composte di cittadini romani, lasciando ai provinciali e ai federati la funzione di auxilia; ma già con Vespasiano gli effettivi inclusero dei provinciali e con Adriano il reclutamento avveniva quasi per intero nelle regioni in cui le legioni avrebbero preso stanza. L'età minima del legionario era normalmente di 17-20 anni, il servizio sotto Augusto durò dapprima 16 anni, poi 20, dopo la sua morte si abbassò dapprima 16, quindi di nuovo 20 anni. La legione ebbe da Augusto un comandante permanente col titolo di legatus (Augusti) legionis, solitamente un senatore di rango pretorio.

Sulle insegne, oltre all'aquila, che da Mario in poi fu l'emblema sacro di ogni legione, erano riprodotti animali, simboli di divinità protettrici. Le legioni furono distinte anticamente con un numero variabile d'anno in anno, a seconda del posto assunto; ed ebbero poi (ufficialmente nell'età imperiale) nomi di varia origine: da divinità (Apollinaris, Martia); da località in cui si erano distinte (Gallica, Macedonica); nomi onorifici (pia, fidelis, constans); il nome imperiale aggettivato (Commodiana, Severiana), o altri nomi di incerta spiegazione (Ferrata, Rapax), ecc. Diocleziano e Costantino divisero le forze armate in esercito di campagna (truppe palatinae, della guardia imperiale; comitatenses, del comitatus dell'imperatore) ed esercito confinario (truppe riparienses, limitaneae). Nel 5° sec. si ricordano 175 legioni, ma esse sono ridotte di numero e d'importanza. La legione romana era un esempio perfetto di cooperazione, nel campo tattico, tra le varie armi. I velites manovrando in mezzo ai manipoli preparavano l'attacco; il primo urto col nemico era riservato agli hastati, i principes, meglio armati, dovevano intervenire nel prosieguo della azione; i triarii costituivano infine le riserve, che venivano fatte intervenire nella lotta soltanto in caso di bisogno.


Spero vi sia piaciuto.



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Baroni, date a pegno
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Ser Bertran de Born.

In Guerra gli eroi ci sono da entrambe le parti.


4/22/2005 9:00 PM
 
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Ordine della LunaRossa
Bello.
Io mi ci perdo sempre in sti numeri.
Min chiedo coem facessero a ricordarsi di che manipolo/linea/centuria/ala/Legione fossero quei poveri soldati.
Grazie.[SM=g27811]






SONO UN LUNA ROSSA!... E PORTO L'INFERNO CON MEEE!!!

GRAZIE SHOGUN!!!


4/29/2005 12:22 PM
 
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goduria... [SM=x535690]

5/6/2005 9:08 AM
 
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x pretoriano
Un ricco post con dovizia di nozioni ed un lessico molto serio.

Su alcuni punti che introduci, pertanto, ti tocca qualche quesito.
Partiamo?

- quali erano le tribù in cui erano divisi i Romani, e che cosa si dividevano?
- chi divise i cittadini in classi, e quante erano?
- come erano misurati i limiti di censo delle classi?
- qual era il limite di censo per l'arruolamento pre-mariano? (sai dove stia scritto nelle fonti?)
- qual è la causale socio-politica della riforma mariana?
- in quale libro delle Storie Polibio parla di 4200 effettivi?

(Calma ragazzi. Un po' di Google e si risolve tutto... prenderò un guanto in faccia, lo so...)

[SM=x535700] [SM=x535700] [SM=x535700]



Il mio sangue tinge gli stendardi d'Italia
----------------------------------------------
5/6/2005 11:25 AM
 
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Dalla divisione in astati, principi e triari, si passò allo schieramento fondato sulla coorte. Una coorte era formata da 600 uomini, suddivisa in 3 manipoli da 200 uomini, a loro volta formate da due centurie da 100. Una legione era formata da 10 coorti (6.000 uomini). Inoltre furono istituiti corpi scelti e altamente specilizzati, utilizzando le capacità delle popolazioni locali (ad esempio, gli arcieri delle Baleari).



Non mi risulta che fossero dotati di arco, in realtà i corpi ausiliari delle Baleari erano costituiti grosso modo da frombolieri (una specie di fionda che scagliava piccole sfere di piombo e la cui gittata era impressionante).
Giusto per dimostrarti che ho letto con attenzione il tuo contributo.[SM=g27835]




5/6/2005 7:57 PM
 
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Mi piacciono 'ste cose [SM=g27823]

quali erano le tribù in cui erano divisi i Romani, e che cosa si dividevano?


Nei primi tempi della loro storia i Romani erano divisi in tre tribù (tribus): Ramnes(Latini), Tities(Sabini) e Luceres(Etruschi). Le tribù si costituirono originariamente, come vuole un'opinione pubblica assai plausibile, su base etnica, ma c'è chi pensa che si formassero in base al diverso luogo di insediamento: certo ben poco si sa della loro eventuale funzione politica.


chi divise i cittadini in classi, e quante erano?


Agli inizi del VI secolo a.C divenne re di Roma Servio Tullio. A lui si devono due importanti riforme dello Stato. Innanzi tutto, egli abolì le tre tribù tradizionali (Ramnes, Tities e Luceres e divise la popolazione di Roma e delle campagne circostanti in tribù territoriali.
Appartenere a una tribù non dipendeva quindi più dall' essere discendenti di una certa stirpe, ma dal fatto di vivere in un determinato territorio. Da allora il popolo romano si riuniva nei comizi tributi, seguendo il criterio della appartenenza alla tribù. Tali comizi votavano i plebisciti ed eleggevano alcuni magistrati minori.
La seconda fu una riforma sia tributaria che militare. Furono istituite cinque classi in base al censo; ogni classe doveva contribuire a formare 1'esercito, in proporzione al proprio reddito, con alcune centurie. L'insieme delle centurie costituiva un' altra forma di assemblea del popolo: i comizi centuriati, che esercitavano funzioni giudiziarie e legislative.


come erano misurati i limiti di censo delle classi?


In JUGERA di terreno.
La classe inferiore, la quinta, era quella composta da propietari terrieri con due/due e mezzo iugera di terreno. La quarta ne doveva possedere cinque, la terza dieci, la seconda quindici e la più eminente almeno venti.
Esisteva anche una sesta classe formata da coloro i quali possedevano proprietà immobili troppo minuscole per garantirsi l'accesso alla quinta classe. Essi erano registrati "per testa" e detti appunto CAPITECENSI o anche PROLETARII.(E' interessante l'analogia con la riforma costituzionale di Solone avvenuta nel 590 a.C.)
Più tardi l'ammontare per ognuna delle classes andò dai 100.000 asses della prima classe agli 11.000 asses della quinta. Tali cifre, calcolate in monweta, rappresentano il tentativo fatto da generazioni posteriori di tradurre le originarie distinzioni patrimoniali in valori monetari (la moneta fu quella di bronzo che prima non esisteva)


qual era il limite di censo per l'arruolamento pre-mariano? (sai dove stia scritto nelle fonti?)


Mi sa che ti ho risposto qui sopra. Per le fonti...[SM=g27833] [SM=g27833] [SM=x535682] [SM=g27833] [SM=g27833]


qual è la causale socio-politica della riforma mariana?


Le guerre puniche e le guerre combattute in regioni lontane nel corso del II secolo a.C., allontanando dalle loro terre per lunghi periodi di leva i piccoli e medi proprietari che formavano il nerbo dell'esercito romano, portarono alla crisi della piccola e media proprietà e alla diffusione del latifondo coltivato da schiavi e, soprattutto, alla diminuzione del numero di adsidui, di coloro, cioè, che avevano il censo sufficiente per rispondere alla leva.
Le riforme di Tiberio e Caio Gracco ebbero come scopo principale quello di ricostruire la piccola proprietà mediante la redistribuzione dell'agro pubblico, che era dello Stato ma in possesso a privati. Il fallimento di queste riforme e l'inconsistenza del rimedio a cui si preferiva ricorrere abbassando progressivamente il censo minimo richiesto per la quinta classe e ricorrendo, in caso di emergenza, a leve di nullatenenti e di schiavi spiegano la riforma di Mario e la creazione di un esercito professionale e volontario, che è alla radice della caduta della repubblica e dell'avvento dell'impero.
Con la decisione, presa nel 107 da Mario al tempo della guerra giugurtina, di invitare all'arruolamento i proletarii, cioè coloro che avevano mezzi solo per allevare la prole, e i capite censi, cioè coloro che potevano solo pensare a se stessi, si abolì la barriera censitaria e si posero le basi della "rivoluzione romana".


in quale libro delle Storie Polibio parla di 4200 effettivi?


Libro VI

[SM=x535679] [SM=x535679] [SM=x535679]



Prima brina, oggi, per il guerriero che tante volte si è indurito al suono della spada sfoderata.
Non importa cadere.
Prima di tutto. Prima di tutti.
È proprio del fior di ciliegio cadere nobilmente
RICORDATEVI DI SHOGUN
5/6/2005 8:49 PM
 
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HO CREDUTO OPPORTUNO SPOSTARE QUESTA INTERESSANTISSIMA DISCUSSIONE, NELLA SEZIONE "ANNALES" VISTO E CONSIDERATO IL TONO DELLA STESSA.
GRAZIE PER LA PAZIENZA[SM=g27823]



Prima brina, oggi, per il guerriero che tante volte si è indurito al suono della spada sfoderata.
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RICORDATEVI DI SHOGUN
5/13/2005 2:48 PM
 
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SCUSATEMI MA IN ECCESSO DI LABORIOSITA' E IN UNA CRISI DI DEMENZA SENILE, OLTRE CHE SPOSTARE QUESTO POST L'HO ANCHE CHIUSO. ACCORTOMI DEL MISFATTO LìHO RIAPERTO E ASPETTO LE CONSIDERAZIONI DI SANTELIA COME MANNA DAL CIELO[SM=g27823]
SCUSATE DI NUOVO[SM=g27819]



Prima brina, oggi, per il guerriero che tante volte si è indurito al suono della spada sfoderata.
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5/13/2005 8:57 PM
 
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La divisione romana in tribù è simile a quella Greca. In molte città era pratica comune dividere gli abitanti in base ai villaggi da cui provenivano, le tribù erano anche ciò che rimaneva degli antichi sinecismi. Da un punto di vista militare-politico resta storica la divisione per classi fatta da Solone nel 6 secolo in cui le persone venivano divise in base alla qunantità di iugere di frumento prodotte in un anno.

A quello che ha detto Falco posso aggiungere solo che Servio Tullio divise la popolazione romana in base al territorio, indipendentemente da criteri etnici o di nascita. La cittadinanza dipendeva dal luogo di residenza. In questo modo molti immigrati, mercanti, agricoltori etruschi o di altra provenienza poterono divenire cittadini romani, fedeli a Roma. Vennero definite 4 tribù urbane: Suburana (il Celio), Palatina, Esquilina, Collina. Il numero delle tribù extra-urbane, inizialmente 16, arrivò in seguito a 31. L'appartenenza ad una "tribù", basata sul domicilio, consentì lo sviluppo di un catasto per valutare i beni fondiari ed assegnare i cittadini ad una classe e fissare il tributum relativo.
Per quanto riguarda il campo militare il popolo romano fu diviso in cinque classi di cittadini/soldati in base al censo. Ogni classe forniva all'esercito un certo numero di centurie, gruppi di cento uomini. Nella prima classe, la più ricca, si reclutavano 18 centurie di cavalieri e 80 di fanti, Nella seconda, terza e quarta 20 centurie e nella quinta 30. Un sistema di tassazione proporzionale al reddito. Erano esentati dal servizio militare e dalle spese connesse i cittadini con un reddito molto basso (i capite censi). Le centurie all'interno di ogni classe si distinguevano in quelle formate da seniores (hastati), la riserva dei cittadini al di sopra di 46 anni, e quelle formate da iuniores (principes), i combattenti effettivi.
Naturalmente l'armamewnto variava da classe a classe in baase alla disponibilità finanziaria.
La prima classe era armata con elmo, scudo tondo, corazza e schinieri, lancia, giavellotto e spada.
La seconda classe era armata come la prima, ma senza corazza. Portava uno scudo più piccolo e allungato.
La terza classe aveva elmo e armi offensive.
La quarta classe aveva lancia e giavellotto.
La quinta classe aveva delle fionde.



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9/20/2009 10:17 PM
 
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consiglio
vuoi un consiglio? Adatta la strategia al nemico, senza averla fissa...
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Re: consiglio
Kaiser-Guelf, 20/09/2009 22.17:

vuoi un consiglio? Adatta la strategia al nemico, senza averla fissa...



Hai "rinverdito" un post del 2005 [SM=x535698] [SM=x535698]
per regalarci questa perla?
Occhio che dalle parti nostre tutto ciò si chiama spam e le conseguenze sono nefaste [SM=x535708]





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9/21/2009 8:48 AM
 
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Proprio un consiglio del CA...ISER! [SM=g27812]





www.rapax-totalwar.com
Su Men Of War: [A][GIO]-Max
Clan [A][GIO]: www.gioscup.net
TOTAL GAMES ITALIA - Sez. Men of War www.totalgamesitalia.com
9/21/2009 9:54 AM
 
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Re: Re: consiglio
LunaRossaFalco, 20/09/2009 23.41:



Hai "rinverdito" un post del 2005 [SM=x535698] [SM=x535698]
per regalarci questa perla?
Occhio che dalle parti nostre tutto ciò si chiama spam e le conseguenze sono nefaste [SM=x535708]




Eh lo notato dopo appena pubblicato... scusate [SM=g27819] [SM=g27819]

9/21/2009 1:33 PM
 
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Re: Re: consiglio
LunaRossaFalco, 20/09/2009 23.41:



Hai "rinverdito" un post del 2005 [SM=x535698] [SM=x535698]
per regalarci questa perla?
Occhio che dalle parti nostre tutto ciò si chiama spam e le conseguenze sono nefaste [SM=x535708]






Scusa una domanda Falco:

Per caso in questo periodo hai fatto un salto nella sezione Rome Total War? No, vero? Perché ci sono un bel po' di topic del 2005 e per di più già risolti uppati da un unico utente (non faccio nomi [SM=g27816] )... Se non è spam quello... [SM=x535679] [SM=g27811]




Nel 1969, con la potenza di calcolo di due Commodore 64, l'uomo arrivò sulla Luna.
Oggi, per far funzionare Windows Vista, serve almeno 1 GB di RAM ... ... Qualcosa deve essere andato storto!





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Re: Re: Re: consiglio
Giorgio.94, 21/09/2009 13.33:




Scusa una domanda Falco:

Per caso in questo periodo hai fatto un salto nella sezione Rome Total War? No, vero? Perché ci sono un bel po' di topic del 2005 e per di più già risolti uppati da un unico utente (non faccio nomi [SM=g27816] )... Se non è spam quello... [SM=x535679] [SM=g27811]




Sto provando ad installare in casa un teletrasporto ma il comandante Kirk mi sta facendo delle difficoltà [SM=g27828]
A parte gli scherzi ti ringrazio per la segnalazione. Chi di dovere è stato avvertito... [SM=x535708]





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